Dedicato a C. e D.
e a tutte le ragazze che non hanno avuto un lieto fine.
Non dirmi mai che mi ami
Dove risiede la razionalità di un sognatore? In quel confine labile tra fantasia e cruda realtà?
C’è qualcosa di catartico nel rifugiarsi in un’ipotetica versione alternativa della nostra vita, oppure è semplicemente un modo per svagarsi?
Amo le storie a lieto fine, dove l’amore trionfa e, soprattutto, dove l’amore nasce da una sincera amicizia.
Perché è quasi naturale, un’addizione semplice e immediata.
Affetto più attrazione uguale amore. Più o meno.
Mille varianti di uno stesso tema abusato, tormentato, riusato ma sempre amato.
Due migliori amici, un amore che nasce e non si vede, negato fino a quando è troppo forte per soffocarlo.
Nelle storie deve andare così, non accetto altre soluzioni.
Il mio animo romantico si ribella, la mia razionalità sbadiglia e si gira dall’altra parte.
Perché semplicemente sognare è diverso da vivere.
Perché, forse, voglio vivere davvero un’amicizia che nei libri mai accetterei.
Perché, forse, così mi sento parte di quella piccola minoranza che ancora crede nell’amicizia tra uomo e donna.
Perché, diciamocelo, sono stata fortunata.
Una lista di casualità che probabilmente non potrei mai più mettere insieme in un’intera vita.
La distanza, il tempo, la persona giusta.
Perché voglio credere che l’amicizia sia un’altra forma di amore, altrettanto importante e insostituibile.
Ma è giusto così? E’ giusto che io sia così fortunata? E’ giusto che io mi adagii su un alloro vecchio di dodici anni, con un sorriso grato e nulla più?
Cosa succede quando non c’è il lieto fine? Quando l’amicizia non si trasforma in amore, in nessuna delle due forme?
Lì fantasia e ragione non arrivano, è un terreno che non conosco ma che esiste.
Posso continuare a scrivere inviando messaggi di speranza, di amori nati, amori trasformati e amori impossibili.
Posso raccontare di volere bene a quel ragazzo fantastico come se fosse mio fratello, anche se sono figlia unica.
Ma a cosa serve, in realtà?
Forse, l’unico messaggio che potrebbe avere qualche utilità è aprire quel posto di confine, tra fantasia e ragione, quel lembo carico di sentimenti che mi fanno paura.
Ammetterlo mi spaventa più della paura in sé.
Razionalmente so che le probabilità sono dalla mia parte, che non ho motivo nemmeno di pensarci.
Però la nostra mente a volte è più veloce e sfugge alle briglie della ragione.
A volte quella paura, portata da qualche commento estraneo o soltanto dal senso comune, mi ha fatta tremare.
In quei secondi ho capito, ho immaginato, anche se per una milionesima parte il dolore che si nasconde quando non c’è lieto fine.
Ho chiuso gli occhi, trattenuto il respiro perché anche solo il pensiero faceva male.
Una preghiera, un sussurro.
In bilico, adagiata senza alcuna paura su un’amicizia che ha un suo lieto fine.
A chi non l’ha avuto posso solo dire che non avere paura è solo un’illusione.
Il confine è così labile, nemmeno posso accettarlo né dirlo ad alta volta.
Lo sussurro solo tra me e me e in quel momento vi capisco.
Non dirmi mai che mi ami.
Ti scrivo mentre cerco di togliere le lacrime dalla tastiera del pc.
RispondiEliminaMi sono svegliata così, con una sensazione di vuoto e di smarrimento. Di solitudine.
Quel lieto fine che ho cercato, inutilmente, a quanto pare non è arrivato. E sto aspettando. Sto attendendo che qualcuno illumini la mia strada perché vedo solo buio.
Le tue sono parole bellissime e non immagini quanto io abbia apprezzato. Infondo queste mie lacrime sono scese anche grazie a te. E non grazie perché tu mi abbia fatta piangere, ma grazie perché hai centrato il "problema" e grazie per esserci.
Tua D.
Non posso tediarti con la mia esperienza, perchè potresti tranquillamente scriverne una storia nuova di zecca, anche se la mia, quella reale, in reltà non ha ancora un finale, ne' lieto ne' triste o amaro. E' una situazione talmente strana, talmente fuori dal comune, e probabilmente molto disfunzionale, e a volte c'è la paura. Il terrore che tutto sparisca, paura di non poter avere nemmeno la speranza di un lieto fine, ma il fatto che tu sia una persona fortunata o che le tue storie finiscano sempre con un amore non ti rendono meno vera, ma solo molto umana; perchè anche chi non ha queste fortune, se potesse scrivere, o esprimersi in altra forma d'arte, o sperare qualcosa, cercherebbe sempre il lieto fine.
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